Nome scientifico: Citrus aurantium
Famiglia: Rutaceae
Origine: L'arancio amaro è originario del sud-est asiatico, in particolare della Cina e dell'India, da dove si è diffuso nel Mediterraneo grazie agli Arabi. Oggi è coltivato in molti paesi a clima temperato caldo, come Spagna, Italia e Marocco.
Descrizione:
Il Citrus aurantium, comunemente noto come arancio amaro o melangolo, è un albero sempreverde che può raggiungere i 6-10 metri di altezza. Ha foglie ovali, di colore verde brillante e lucide, con una leggera dentellatura sui bordi. I fiori, noti come zagare, sono bianchi e molto profumati. Il frutto è una bacca sferica, più piccola di quella dell'arancio dolce, con una buccia spessa e rugosa, di colore arancione acceso quando è maturo. La polpa è suddivisa in spicchi, ma ha un sapore amaro e acidulo, motivo per cui non viene solitamente consumata fresca.
Clima e coltivazione:
L'arancio amaro predilige i climi miti, tipici delle regioni mediterranee. Cresce bene in terreni ben drenati e ricchi di sostanza organica, ma è abbastanza tollerante rispetto alle diverse tipologie di suolo. Resiste meglio al freddo rispetto ad altre specie di agrumi. La potatura è necessaria per mantenere la forma e la salute dell'albero.
Usi:
Il frutto dell'arancio amaro non è generalmente consumato fresco a causa del suo gusto pungente, ma è ampiamente utilizzato per produrre marmellate, liquori (come il Grand Marnier e il Curaçao) e aromi per dolci e pasticceria. La buccia è molto apprezzata per la produzione di oli essenziali, utilizzati in profumeria e cosmetica, e per l'estrazione di componenti medicinali.
Proprietà terapeutiche:
L'arancio amaro è ricco di flavonoidi, alcaloidi e vitamina C. Ha proprietà digestive, tonificanti e stimolanti. Il suo olio essenziale viene utilizzato in fitoterapia per calmare l’ansia e favorire la digestione.
Curiosità:
Dai fiori di Citrus aurantium si ricava l'acqua di fiori d’arancio, utilizzata in pasticceria e in cosmesi per il suo profumo delicato.
Nel Medioevo, l'arancio amaro veniva coltivato nei giardini dei monasteri per scopi medicinali.
