Pinus wallichiana, noto come pino dell’Himalaya o pino di Wallich, una conifera sempreverde ornamentale apprezzata per il suo portamento elegante, gli aghi lunghi e flessuosi e la notevole rusticità.
Classificazione scientifica
Famiglia: Pinaceae
Genere: Pinus
Specie: Pinus wallichiana A.B. Jacks.
Sinonimi: Pinus excelsa, Pinus griffithii
Origine: Himalaya (Nepal, India settentrionale, Pakistan, Afghanistan, Bhutan)
Descrizione
Albero sempreverde e slanciato, alto fino a 30–50 metri, con chioma conica e rada. La corteccia è grigio chiaro, liscia da giovane, poi fessurata. Gli aghi sono lunghi 15–25 cm, sottili, flessibili e penduli, raccolti in fascetti di 5, di colore verde-bluastro con riflessi glauchi. Le pigne sono cilindriche, ricurve e pendule, lunghe fino a 30 cm, molto resinose.
Fioritura e fruttificazione
Periodo: primavera
Fiori: maschili gialli in spighe, femminili verde-glauchi
Frutti: strobili legnosi (pigne) che maturano in 2 anni
Coltivazione
Esposizione: pieno sole
Terreno: profondo, fresco, ben drenato, da neutro ad acido
Irrigazione: regolare nei primi anni; poi tollera brevi siccità
Rusticità: eccellente (fino a –30 °C)
Crescita: lenta nei primi anni, poi più vigorosa
Potatura: sconsigliata; può danneggiare la forma naturale
Moltiplicazione: per seme
Usi
Ornamentale: perfetto come esemplare isolato in parchi, giardini storici o alpini
Paesaggistico: ottimo accanto a betulle, larici, rododendri, graminacee
Culturale: molto usato nei giardini giapponesi e orientali
Curiosità
Dedicato al botanico danese Nathaniel Wallich, attivo in India nel XIX secolo
Introdotto in Europa nel 1823, è oggi diffuso anche nei giardini storici italiani
Il suo portamento elegante e gli aghi penduli lo rendono inconfondibile tra le conifere
