Platanus × acerifolia (sin. Platanus × hispanica), noto come platano comune o platano ibrido, un albero monumentale e ornamentale molto usato nei viali cittadini per la sua resistenza all’inquinamento, la crescita rapida e la chioma ampia e ombreggiante.
Classificazione scientifica
Famiglia: Platanaceae
Genere: Platanus
Specie: Platanus × acerifolia (Aiton) Willd.
Origine: ibrido tra P. orientalis (Asia) × P. occidentalis (America)
Descrizione
Albero caducifoglio e imponente, alto fino a 30–40 metri, con chioma ampia e tondeggiante. Il tronco è diritto, con corteccia grigio-verde che si sfalda in placche, lasciando intravedere strati più chiari. Le foglie sono palmate, a 3–5 lobi, simili a quelle dell’acero (da cui il nome “acerifolia”), lungamente picciolate e di colore verde brillante.
Fioritura e fruttificazione
Periodo: aprile–maggio
Fiori: piccoli, rossastri o gialli, riuniti in capolini sferici
Frutti: achenî piumosi riuniti in globuli penduli, persistenti in inverno
Disseminazione: anemocora (trasporto del seme col vento)
Coltivazione
Esposizione: pieno sole
Terreno: profondo, fertile, ben drenato, anche calcareo o argilloso
Irrigazione: si adatta bene alla pioggia naturale; irrigare solo da giovane
Rusticità: ottima (fino a –20 °C)
Potatura: tollera potature drastiche; spesso potato a “testa di salice”
Avversità: sensibile a cancro colorato, tingide del platano, ragnetto rosso
Usi
Ornamentale: perfetto per viali alberati, parchi, giardini pubblici
Ecologico: utile per ombreggiamento urbano, assorbimento di CO?
Paesaggistico: ottimo accanto a tigli, querce, ippocastani
Curiosità
L’ibrido è nato probabilmente in Spagna o Inghilterra nel XVII secolo
Il nome “acerifolia” significa “a foglia d’acero”
È una delle specie più usate nei viali europei, ma oggi si preferiscono varietà resistenti al cancro colorato
