Ziziphus jujuba, comunemente noto come giuggiolo o dattero cinese:
Classificazione scientifica
Famiglia: Rhamnaceae
Genere: Ziziphus
Specie: Ziziphus jujuba Mill.
Sinonimi: Ziziphus zizyphus, Ziziphus vulgaris, Rhamnus zizyphus
Origine e habitat
Originario dell’Asia sud-orientale, in particolare Cina e India, è coltivato da oltre 4.000 anni. Introdotto in Europa dai Romani, oggi è naturalizzato in molte regioni mediterranee, soprattutto nei Colli Euganei e in Dalmazia.
Descrizione
Portamento: Albero o arbusto deciduo, alto fino a 8–12 metri, con rami spinosi e contorti.
Foglie: Ovate, lucide, con margine seghettato e tre nervature evidenti.
Fiori: Piccoli, giallo-verdastri, profumati, ermafroditi, riuniti in cime ascellari. Fioritura tra giugno e agosto.
Frutti: Drupe ovali, simili a olive, che maturano da verde a rosso-bruno. La giuggiola ha polpa dolce-acidula e un nocciolo legnoso2.
Coltivazione
Esposizione: Pieno sole.
Terreno: Ben drenato, anche povero o calcareo.
Irrigazione: Moderata; molto resistente alla siccità.
Resistenza: Tollera il freddo e i venti forti. Adatta a climi mediterranei.
Manutenzione: Minima. Potature leggere per favorire la fruttificazione.
Usi e curiosità
I frutti si consumano freschi, secchi o in confetture. In alcune regioni si preparano anche liquori come il “brodo di giuggiole”.
Le foglie contengono zizifina, una sostanza che sopprime la percezione del dolce.
È una pianta officinale, usata nella medicina tradizionale per le sue proprietà sedative, digestive e antiossidanti.
